Terme di Nerone (L. Corevi, Comune di Pisa) Le terme romane del I sec. d. C., o Bagni di Nerone, erano un complesso molto vasto di strutture, dove la popolazione si recava quasi tutti i giorni per motivi igienici. Le terme erano alimentate dall’acquedotto romano di Caldaccoli, del I sec. d.C., oggi visibile solo in parte nei pressi di San Giuliano Terme, da dove iniziava il suo percorso. Il coinvolgimento di Nerone nella costruzione delle terme non può essere avvenuto, perché il complesso termale è stato datato nell’ultimo ventennio del I secolo d.C., quindi quasi 20 anni dopo la morte dell’imperatore. Perciò l’origine del nome è da ricercarsi nella leggenda di San Torpé, martire pisano, decapitato nel 68 d.C..La struttura quadrata all’esterno e ottagonale all’interno, che ancora mantiene i 4 muri perimetrali in laterizio, è stata identificata come il laconicum, per i bagni di aria calda. Sono poi visibili i resti delle mura della palestra, dell’apodyterium (lo spogliatoio) e solo due pareti del tiepidarium. Di fianco ai cosiddetti 'Bagni di Nerone' è situata la chiesa di San Torpé. L'edificio religioso è attestato a partire dal XIII secolo e appartiene ai frati Carmelitani Scalzi. La Chiesa, ampiamente restaurata nel XVIII secolo, dal 1260 conserva all’interno dell’altare maggiore, in un busto d’argento, la testa del santo, considerato uno dei Patroni della città.
La leggenda di San Torpé: nel I secolo d.C., il pisano Caius Silvius Torpetius, conosciuto anche come Torpé, Torpete e Tropez, fu ufficiale della corte di Nerone. Erano gli anni successivi al passaggio di Pietro Apostolo presso la basilica di San Piero a Grado e Torpé, convertitosi al cristianesimo facendosi battezzare da un eremita del Monte Pisano, fu catturato e torturato, ma a niente valsero tutte le violenze subite: morì solamente a seguito della decapitazione, il 29 aprile del 68 d.C. Il simbolo del suo martirio è la generica palma. La testa fu gettata in Arno e al momento del suo ritrovamento venne sepolta nel luogo dove poi nacque la chiesa. Il corpo di Torpé fu abbandonato in un’imbarcazione alla foce dell’Arno, insieme a un gallo (protezione e guida diurna) e a un cane (notturna). Secondo una leggenda, la barca viaggiò fino alle coste francesi, arrivando in una piccola città chiamata Heraclea e ribattezzata Saint-Tropez in onore del Santo di cui ancora ne custodisce le spoglie.