Lungarno Pacinotti, angolo via Curtatone e Montanara
Lungarno Pacinotti (M. Cerrai, Comune di Pisa)Il lungarno pisano al tempo di Leopardi manteneva l’aspetto medievale, con scali, approdi e i ponti antichi che ancora mostravano la loro bellezza. Tra il 1871 e il 1875 subì un notevole intervento che portò alla regolarizzazione del tratto viario, alla scomparsa degli scali (ne vennero mantenuti solo alcuni) e alla creazione delle cosiddette spallette di protezione in mattoni. I ponti furono fatti saltare dai tedeschi nel 1944 e ricostruiti senza tener conto dell’aspetto originario.
L’aspetto di Pisa mi piace assai più di quel di Firenze. Questo lungarno è uno spettacolo così bello, così ampio, così magnifico, così gaio, così ridente che innamora: non ho veduto niente di simile né a Firenze né a Milano, né a Roma, e veramente non so se in tutta l'Europa si trovino vedute di questa sorta. Vi si passeggia poi nell'inverno con gran piacere, perché v'è quasi sempre un'aria di primavera: sicché in certe ore del giorno quella contrada è piena di mondo, piena di carrozze e di pedoni: vi si sentono parlare dieci o venti lingue, vi brilla un sole bellissimo tra le dorature dei caffè, delle botteghe piene di galanterie e nelle invetriate dei palazzi e delle case, tutte di bella architettura. Nel resto poi, Pisa è un misto di città grande e di città piccola, di cittadino e di villereccio, un misto così romantico, che non ho veduto mai altrettanto. A tutte le alte bellezze, si aggiunge la bella lingua.
Giacomo Leopardi, 12 dicembre 1827, lettera alla sorella Paolina.